Progetti
| ARRIGO CAPPELLETTI - GIULIO MARTINO DUO |
Arrigo Cappelletti piano
Giulio Martino sax tenore
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Le composizioni di Wayne Shorter, probabilmente uno dei più originali autori nella storia del jazz, sono caratterizzate da lirismo, introspezione e grande arditezza armonica. In più offrono una gamma estremamente ampia di possibilità. Si va da ballads ambigue e misteriose a temi di pretta ispirazione latina, da ‘medium-up’ intricati e armonicamente complessi a brani ‘funky’ o di classico impianto modale. E’ naturale perciò che due musicisti curiosi e aperti e per di più animati da una forte vena lirica come il pianista lombardo Arrigo Cappelletti e il saxofonista tenore napoletano Giulio Martino si sentissero attratti da questa musica e tentassero di farla propria. Da qui il progetto Shorter, basato su una riappropriazione ardita e anti-convenzionale delle composizioni di Shorter che ne rispetta lo spirito ma ne modifica, spesso in modo provocatorio, lo schema e la versione convenzionalmente riconosciuta. |
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| ARRIGO CAPPELLETTI INCONTRA IL FADO |
Arrigo Cappelletti piano
Ana Moura voce
Jorge Fernando chitarra e voce
Custodio Castelo chitarra portoghese
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Nel corso della sua esperienza portoghese Arrigo Cappelletti non si è limitato a proporre un jazz mescolato alle sonorità e atmosfere del fado, ma ha composto veri e propri fado tradizionali affidandoli all’interpretazione di alcuni fra i più celebri esponenti del fado portoghese quali Ana Moura, Jorge Fernando e Custodio Castelo. E’ nato così uno spettacolo in cui le composizioni di Cappelletti si affiancano ai fado più famosi senza che atmosfere e qualità interpretativa ne risultino mutate. Naturalmente l’aggiunta del pianoforte di Cappelletti al classico trio fado, composto da voce, viola (chitarra) e chitarra portoghese, determina una complessità ritmica e un dialogo fra pianoforte e chitarra portoghese sconosciuti nelle esecuzioni tradizionali.
Si propone qui un esempio di fado scritto da Cappelletti sopra la sonata K.109 di Domenico Scarlatti con testo di Fernando Pessoa ed eseguito dal trio succitato più Arrigo Cappelletti al pianoforte al Palacio da Foz di Lisbona.
Questo fado compare nel film musicale “Un gioco ardito” (Francesco Leprino, Il Gran Sole, 2006) sul compositore Domenico Scarlatti. |
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| TRIO ARRIGO CAPPELLETTI |
Arrigo Cappelletti
piano
John
Hebert contrabbasso
Jeff Hirshfield batteria
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Blajana (con Tito Mangialajo al contrabbasso e Ferdinando Faraò alla batteria)
Isn't romantic (con Tito Mangialajo al contrabbasso e Ferdinando Faraò alla batteria) |
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Dopo molti anni in cui si è dedicato a una ricerca
musicale senza frontiere (dal tango-jazz con Coscia e Manoury
al fado portoghese con Alexandra, Custodio Castelo, Jorge Fernando,
dalle composizioni dedicate ai più grandi poeti del novecento
alle attuali sperimentazioni in duo con Giulio Visibelli) Arrigo
Cappelletti è tornato nel 2004 con alcuni concerti (al
Blue Note di Milano, al “Classico” e alla Palma
di Roma, al Festival Ecojazz di Reggio Calabria) e con il CD
Arrigo Cappelletti trio in New York, registrato nell’agosto
2005 a NY e appena uscito per Music Center, al suo primo amore:
il trio classico con pianoforte. Dall’album Singolari
Equilibri, realizzato nel ’92 con Haemi Haemmerli
e Bill Elgart, sintesi di lirismo e ricerca esplicitamente influenzato
da Paul Bley e segnalato sulla Penguin Guide to Jazz
come uno dei più importanti CD in trio degli ultimi anni,
le sue esibizioni in trio erano diventate infatti sempre più
rare. Ora Cappelletti propone il trio con due grandi esponenti
dell’avanguardia jazzistica newyorchese, il contrabbassista
John Hebert e il batterista Jeff Hirshfield, e lo fa con un
programma che se da un lato si ispira al lirismo, alla rarefazione
e all’ironia di Paul Bley (cui nel frattempo ha dedicato
un libro, Paul Bley, la logica del caso) dall’altro
non dimentica la fondamentale lezione del blues e degli standards. |
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| DUO CAPPELLETTI, VISIBELLI |
Arrigo Cappelletti
piano
Giulio Visibelli sax soprano, flauto
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Una scommessa spiazzante, lirica, beffarda: l’incontro
fra tango e jazz liberamente improvvisato, su composizioni
di Arrigo Cappelletti. Ne sono promotori due musicisti jazz,
Cappelletti e Visibelli, la cui collaborazione, risalente
all’album Pianure, primo esperimento di tango-jazz
in Italia, è sempre stata all’insegna della ricerca
musicale al di là delle frontiere. In duo Cappelletti
e Visibelli hanno registrato nel 99 il CD Freetango
per l’etichetta CDPMLyon e nel 2003 il CD The Kid
per l’etichetta Splasch e suonato nel 2000 al Festival
Internazionale del jazz di Clusone, al Festival Internazionale
Jazz&Wine (Castello di Dobrovo-Slovenia), al Festival
di Villa Arconati ( partecipazione di Maria Anadon), al Festival
milanese dell’Unità, nel 2003 al Festival “Le
voci del jazz” all’Auditorium di Milano (partecipazione
di Polina Runovskaya), nel 2004 a Iseo Jazz e a Siena Jazz.
Con l’aggiunta di uno dei più grandi bassisti
e compositori del jazz moderno, Steve Swallow, hanno registrato
il CD Little poems, uscito per l’etichetta
Splasch nel Gennaio 2002 con note di copertina di Ed Hazell
e dedicato alla memoria della poetessa americana Sylvia Plath,
e riproposto lo storico trio degli anni ’60 BLEY-SWALLOW-GIUFFRE’,
che diede inizio a un jazz di ricerca di ispirazione europea
e cameristica; con Steve Swallow hanno anche realizzato numerosi
concerti nell’estate del 2002 e accompagnato in ben
tre occasioni la proiezione del film di Charlie Chaplin The
Kid (Il monello). Nell’ottobre del 2004 il video
On Smoking, realizzato da Francesco Leprino, basato
su musiche loro, ha partecipato al prestigioso Festival Not
Stll Art ( Brooklyn, NYC )
“Questa musica gode di una libertà che
non è mai alea, muovendosi con quel limpido procedere,
sobrio ed essenziale, che è connaturato al modo di
esprimersi di entrambi i musicisti. E quanto al tango, raramente
è presente in modo esplicito; viene più che
altro evocato attraverso uno sguardo al suo mondo espressivo,
la cui componente lirico-malinconica tocca corde alle quali
i due musicisti (soprattutto Cappelletti) sono molto sensibili:
Si può allora dire che ci troviamo di fronte ad una
riflessione sul clima emotivo del tango, fatta usando le parole
e la sintassi del jazz”
Maurizio Franco |
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| TRA JAZZ E FADO |
Maria Antonazzo
voce
Fausto Beccalossi fisarmonica
Alessandra Franco voce
Arrigo
Cappelletti pianoforte e composizione
| Ospiti |
| Custodio Castelo chitarra portoghese |
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Innamorato da anni del Portogallo, dopo aver realizzato con il CD “Terras do risco” (Amiata-EMI), registrato a Lisbona nel ‘99, una sintesi fra fado, jazz e musica per il teatro di K.Weill, il compositore e pianista jazz Arrigo Cappelletti ha coinvolto nel corso degli anni nel suo progetto alcuni dei dei più illustri esponenti del nuovo fado portoghese, Jorge Fernando (voce e chitarra), Ana Moura e Alexandra (voce), Custodio Castelo e José Manuel Neto (chitarra portoghese). Questa volta si presenta insieme a due fra i più significativi esponenti del nuovo jazz italiano, aperti e coraggiosi come lui nell’aprirsi agli influssi di altre musiche, e al famoso solista di chitarra portoghese Custodio Castelo. La musica, scritta o arrangiata da Arrigo Cappelletti, principalmente su testi poeti portoghesi, si muove con grande libertà nei dintorni delle atmosfere del fado, mischiandole con un po’ di jazz, tango, musica popolare ed avanguardia novecentesca (Satie, Poulenc. Faurè, ma anche Weil ed Eisler), in un clima di grande anticonformismo e apertura culturale; un fado insomma senza stereotipi e senza folclore, aperto all’Europa e al mondo. |
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| ARRIGO CAPPELLETTI, RALPH ALESSI |
Arrigo Cappelletti
piano
Ralph
Alessi tromba
| Ospite |
| Furio Sandrini voce
recitante |
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Con questo duo, che ha avuto il suo battesimo in una tournèe
nell’estate 2005 Arrigo Cappelletti si unisce al trombettista
americano Ralph Alessi, importante esponente della avanguardia
jazzistica newyorchese, in un progetto all’insegna della
libera improvvisazione. Una musica aperta, lirica , piena di
sorprese e di riferimenti non solo al jazz ma alla musica del
900. Scrive Arrigo Cappelletti nel suo libro su Paul Bley:
Abolizione del tema, sua sostituzione con frammenti melodici
sparsi, casuali, ininfluenti. Ciascuno di questi frammenti ha
la forza di ripetersi per un po’, modificandosi leggermente,
ma non di dar luogo a un discorso musicale organico e capace
di sviluppo. Dopo un po’ non resta che il silenzio, che
ha fra le altre sue funzioni quella di punteggiatura; un modo
per organizzare e scandire un discorso altrimenti privo di organizzazione
e di struttura.
In duo Cappelletti ed Alessi si prestano alle sperimentazioni
più svariate: dall’accompagnamento improvvisato
di immagini di film muti, come hanno fatto con Aurora
di F.Murnau, al dialogo con i testi di 0-24 Divieto di sosta,
del filosofo, scrittore e disegnatore satirico, sotto lo pseudonimo
di Corvorosso, Furio Sandrini, in questo caso voce recitante
insieme a loro. |
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| ARRIGO CAPPELLETTI PIANO SOLO |
Arrigo Cappelletti
piano
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Presentandosi al piano solo, una situazione sempre da lui
prediletta, Arrigo Cappelletti ama mostrare diversi aspetti
della sua originale e composita personalità musicale.
Offre un programma di musiche proprie, basato in larga parte
sull’improvvisazione, e un programma di standards e di
brani della tradizione jazzistica, un programma di spirituals
and Christmas songs come nel CD Spirituals and Christmas
Songs, registrato per Eurarte, e un programma di ragtimes
antichi (Scott Joplin) e moderni (William Bolcom). |
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| DUO ARRIGO CAPPELLETTI, ANDREA MASSARIA, feat. MICHELE RABBIA |
Arrigo Cappelletti pianoforte
Andrea Massaria chitarra elettrica
Michele Rabbia percussioni
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Nel corso della storia del jazz pochi sono stati i casi di duo pianoforte-chitarra pienamente riusciti. Forse solo Bill Evans e Jim Hall ( ma anche John Lewis e Jim Hall) con le loro storiche registrazioni degli anni ’60 hanno saputo realizzare, grazie a una sapiente alternanza e scambio di ruoli, un incontro equilibrato in cui i due strumenti né si sovrappongono né si guardano con diffidenza. Ora Arrigo Cappelletti e Andrea Massaria, entrambi appassionati di Paul Bley, entrambi appassionati ricercatori ai confini della tonalità, propongono qualcosa di ancora più ardito: un duo piano e chitarra che privilegia l’interazione polifonica e libera delle parti sull’armonia, il silenzio sull’horror pleni oggi così diffuso, un lirismo pudico e mai scontato sul facile sentimentalismo di maniera. I temi ( ma sarebbe meglio dire i frammenti, gli abbozzi di tema, dato il prevalere qui della libera improvvisazione) sono di Cappelletti e di Massaria ma compare a volte qualche omaggio ai loro maestri: Paul e Carla Bley, Steve Swallow, Kenny Wheeler, Bill Frisell. Al duo si unisce per l’occasione con la sua fantasia e i suoi colori quello che forse è oggi il più attento e musicale percussionista italiano: Michele Rabbia. |
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